Palazzi di un condominio

LOCAZIONI E CONDOMINIO

Lo studio si occupa anche di controversie afferenti le materie del diritto delle locazioni e condominiale.
In ambito di diritto condominiale, si occupa impugnative di delibere assembleari, immissioni, contenzioso tra condomini, pareri pro veritate in materia condominiale, responsabilità dell’amministratore di condominio: si ricorda che in questi casi è prevista la mediazione obbligatoria.

In materia locatizia lo studio si occupa di redazione ed assistenza nei contratti di locazione sia ad uso abitativo che uso commerciale, ordinario o canone concordato, commerciale, nonché di sfratti e azioni di rilascio dell’immobile.

Sfratti

In quali casi si può richiedere lo sfratto?
Il procedimento per ottenere la convalida di sfratto può avviarsi ad opera del locatore:

  1. per finita locazione: quando il contratto è scaduto o sta per scadere ( licenza);
  2. per morosità: in caso di mancato pagamento del canone decorsi venti giorni dalla scadenza prevista, oppure in caso di mancato pagamento, nel termine previsto, degli oneri accessori quando l’importo non pagato superi quello di due mensilità del canone.
    In tutti i casi la procedura si avvia con una intimazione, rivolta dal locatore al conduttore, di lasciare libero l’immobile, con contestuale citazione in udienza del conduttore per la convalida.

In udienza il conduttore può decidere:

  1. di non comparire, e in tal caso il giudice ordina la convalida esecutiva efficace dopo 30 giorni;
  2. di presentare opposizione, ma se questa non è fondata su prova scritta, il giudice concede comunque la convalida il rilascio dell’immobile, con ordinanza immediatamente esecutiva;
  3. di comparire e, se si tratta di uno sfratto per morosità, chiedere che venga concesso un termine di grazia (non superiore a 90 giorni) per consentire il pagamento dei canoni non onorati.

CONDOMINIO

Il condominio è generato dalla contitolarità di diritti su uno stesso bene immobile. Quindi nel caso di edifici con più appartamenti, ciascun soggetto sarà proprietario in via esclusiva del proprio immobile, ma avrà una comunione (forzosa) per quote ideali (millesimi) delle c.d. parti comuni (suolo, fondazioni, muri, tetti, scale, anditi, ascensore etc..) che l’art. 1117 del codice civile elenca dettagliatamente.

La materia condominiale è stata del tutto riformata con la legge n. 220/2012. La volontà si forma in assemblea, per la quale esistono delle maggioranze speciali a seconda degli argomenti sui quali è essa è chiamata a deliberare, e secondo un regolamento condominiale che costituisce in pratica la lex specialis rispetto alla legge contenuta nel codice civile.

Chi è l’amministratore di condominio?

L’amministratore di condominio è nominato dall’assemblea per agire e rappresentare il condominio. E’ il responsabile delle parti comuni dell’edificio cioè quelle definite dall’articolo 1117 del codice civile e dal regolamento di condominio. La nomina dell’amministratore è obbligatoria quando i condòmini sono più di otto e può essere scelto tra i condomini stessi o può essere anche un professionista esterno

Deve però aver frequentato un corso di formazione, anche se non laureato e possiede una serie di requisiti. La professione è molto delicata e piena di responsabilità, e deve quindi dotarsi di assicurazione professionale

La durata dell’incarico è di un anno, rinnovabile di un altro anno se non viene revocato. L’amministratore gestisce le spese condominiali e cura la redazione del bilancio.

L’amministratore è obbligato a redigere il rendiconto condominiale (bilancio) annuale della gestione e convocare l’assemblea per la sua approvazione. La mancata convocazione dell’assemblea entro il termine di 180 giorni costituisce grave irregolarità che possono determinare la su rimozione.

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